Niccolò Mornati canottaggio doping

Avv. Ferrari: “Moranti? Condotta dolosa tutta da verificare”

Il mondo del canottaggio italiano è in subbuglio per il caso Mornati. L’atleta azzurro è stato trovato positivo ad un controllo anti-doping il 6 aprile scorso per assunzione di anastrozolo, in seguito al quale è stata disposta la sospensione cautelare dello stesso. Per capire meglio quanto accaduto e per analizzare gli sviluppi futuri della vicenda, abbiamo chiesto un parere all’Avv. Federica Ferrari dello studio DCF Sport Legal.

Il problema doping è particolarmente rilevante visti i casi di cronaca emersi ultimamente. Avvocato Ferrari, cosa ci può dire al riguardo?

“La lotta al doping rappresenta ad oggi il primo aspetto sui cui tutti i comitati olimpici concentrano i propri sforzi organizzativi ed economici. La stessa Wada, è sempre molto attenta nell’aggiornare annualmente la lista delle sostanze e dei metodi proibiti, come abbiamo avuto modo di verificare con i vari ‘casi Meldonium, farmaco la cui assunzione era lecita sino allo scorso anno”.

Il caso del canoista Mornati è solo l’ultimo in ordine di tempo avvenuto in Italia.

“In primis è necessario attendere l’esito delle contro analisi. Nel caso dovessero confermare la positività, la Procura Nazionale Antidoping promuoverà un procedimento nei confronti dell’atleta, che sarà chiamato a rispondere della propria condotta avanti al Tribunale Nazionale Antidoping I Sezione. Non conoscendo nel dettaglio la questione, non posso tuttavia valutare gli aspetti futuri per i quali è necessario uno studio dei documenti riservati alle parti del procedimento”.

In proposito, la sostanza contestata a Mornati è l’anastrozolo. Come può un legale conoscere composizione chimica, effetti e caratteristiche della sostanza dopante?

“Sul punto, la strategia difensiva in materia di doping viene studiata dal legale con l’essenziale supporto di un consulente tecnico, solitamente un medico ovvero un chimico. Questa figura professionale è essenziale e determinante per approntare una linea difensiva efficace e convincente, in quanto permette al difensore di valutare aspetti prettamente tecnici, altrimenti non conoscibili”.

Il caso Mornati non è il solo verificatosi recentemente, ricordiamo anche quello di Leone Maria Barbaro reso noto il 2 marzo 2016 da Nado Italia. In quell’occasione cosa successe?

“In quell’occasione l’atleta risultò positivo al clostebol, sostanza a dire dell’atleta, inconsapevolmente contenute in uno spray cicatrizzante. Questo episodio è emblematico nei casi di doping dove sovente accade che un atleta sostenga la propria non consapevolezza nell’assunzione della sostanza. In questi casi, il discrimine tra una sanzione particolarmente rilevante ed una più mite sta nell’individuazione dell’elemento psicologico della condotta del soggetto agente. Sul punto, infatti, è chiaro che nell’ipotesi di condotta dolosa la sanzione sarà certamente più afflittiva rispetto ad una ipotesi colposa”.

Quale potrebbe essere l’epilogo del caso?

“Non avendo contezza dei documenti del procedimento, è molto difficile prevedere ciò che accadrà. Posso tuttavia rilevare che nei casi di doping le ipotesi di assoluzione piena sono molto rare questo perché i risultati delle analisi e delle controanalisi rappresentano prove documentali inconfutabili”.