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Avv. Scalco: “Moviola in campo? È il momento giusto”

La moviola in campo potrebbe essere presto realtà. Il processo, è bene precisarlo, non sarà brevissimo, ma nelle ultime ore sono stati compiuti decisivi passi in avanti e l’Italia sarà assoluta protagonista di questa vera rivoluzione, visto che uno dei nostri campionati (molto probabilmente la Serie B) potrebbe essere utilizzato come test pilota. Inizialmente offline – almeno nella stagione 2016/17 – e live in quella dopo. Abbiamo sentito l’Avvocato Andrea Scalco dello studio DCF Sport Legal per capire gli sviluppi che potrà avere questo cambio di rotta.

Avvocato, verrebbe da dire finalmente la moviola in campo!

“Sono molti anni in effetti che se ne parla. È un argomento che reputo sempre molto importante, mal contempo delicato, visto che l’autonomia del direttore di gara non può e non deve essere minata. Ora, però, anche a seguito dell’introduzione della goal line technology, ritengo sia giunto il momento opportuno per introdurla”.

Chi trarrà maggiore vantaggio da questo cambiamento? Gli arbitri, le squadre o l’intero sistema?

“Avere degli strumenti che permettono di limitare l’errore umano e quindi rendere meno soggettivo il giudizio su un episodio di campo, è un aspetto che aiuta gli arbitri, le squadre ed anche i tifosi. Ovviamente, dovranno essere studiate delle regole e dei meccanismi per far sì che non vi sia  un abuso della moviola e che lo spirito del gioco non ne risenta.”.

Italia per una volta all’avanguardia visto che la Figc, in particolare il Presidente Tavecchio, si è mossa per accelerare i tempi.

“Il Presidente Tavecchio, è stato da sempre uno dei grandi sostenitori della moviola in campo e per questo si è battuto a livello internazionale. In tal senso, quindi, il Presidente merita un plauso, anche se c’è ancora del lavoro da fare per completare l’opera.”

Sia la Lega di Seria A sia quella di Serie B si sono dette disponibili alla sperimentazione. Un bel segnale…

“Assolutamente si. Ritengo, che i benefici della moviola in campo siano per tutti i soggetti dell’ambiente calcio ed anche le Leghe Professionistiche sembrano andare in questa direzione. Un aspetto che fino a qualche tempo fa frenava l’introduzione della tecnologia sui campi di calcio era dettato dai costi per attivarla. Ora che la volontà della tecnologia è condivisa da tutti, anche questo problema pare superato o quantomeno limitato”.

L’ultima parola, però spetta all’International Board che pare avere meno fretta. Come mai?

“Essendo un cambiamento epocale, è chiaro che l’International Board, prima di assumere una decisione debba valutare tutti gli aspetti e le problematiche ad esso connesso. In tal senso, infatti, vi sarà un periodo di test piuttosto lungo ed articolato che consentirà di valutare con oculatezza ogni aspetto. Solo in seguito a tale sperimentazione la tecnologia potrà essere applicata in gare ufficiali. E’ un iter che ritengo necessario così da ottimizzare meccanismi e regole completamente nuovi per tutti”.