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FIPAV: 200.000 € di risarcimento alla beacher Cicolari

Il Tar del Lazio lo scorso 9 marzo ha accolto il ricorso proposto dalla beacher Greta Cicolari contro la FIPAV e il CONI, avverso la sanzione della sospensione dall’attività sportiva di mesi 6 subita dalla giocatrice a seguito dei tre gradi della giustizia sportiva, che l’avevano ritenuta colpevole di aver profferito frasi lesive dell’onere e del decoro di un altro tesserato (con precisione l’allenatore della nazionale di beach volley). Nonostante, quindi, i tre gradi della giustizia sportiva avessero acclarato la responsabilità dell’atleta, il Tar, pur limitandosi ad una valutazione di legittimità del procedimento sportivo, ha accolto il ricorso dell’atleta sotto due profili: il carattere indiziario delle motivazioni addotte dalla Fipav e la mancata audizione dell’unica testimone presente durante il diverbio tra la ricorrente e l’allenatore della nazionale di beach volley.

In punto, risarcimento del danno, l’atleta aveva compiuto una valutazione ben maggiore rispetto alla somma riconosciutale dal giudice amministrativo, giustificandola sulla base di contratti non rinnovati, perdita di chance per l’interruzione di trattative, perdita di chance per premi non ricevuti e danno d’immagine. Il Tar, tuttavia, pur riconoscendo l’esistenza di siffatte voci, ha ritenuto congruo ridefinire il quantum del risarcimento in Euro 200.000.

Ora la Fipav, potrà esperire il secondo grado della giustizia amministrativa, impugnando la sentenza avanti il Consiglio di Stato.